Tratto dallo spettacolo Teatrale di Antonio Albanese "Psicoparty" scritto dallo stesso Antonio Albanese e Michele Serra.
Il "Ministro della Paura"
"Una società senza paura è come una casa senza fondamenta. Per questo io ci sarò sempre. Nella mia stanza bianca. Con la mia scrivania bianca. Davanti al mio poster bianco. E i miei tre bottoni, gli attrezzi del mio lavoro.
Bottone giallo: poca paura.
Bottone arancione: abbastanza paura.
bottone rosso: paurissima.
Io le paure le invento. le creo, le modello, le elaboro, le impasto, le plasmo, poi vele trasmetto.
Ogni mattina vado in ufficio e decido quanta paura dovete avere.
Controllo tutti i palinsesti. Molti delitti, molte scene di guerra, gente che soffre, gente che muore, bambini ammazzati, sequestrati, seviziati, teste mozzate e il sangue che esce dal monitor, arabi pazzi, cinesi che vendono tutto ad un euro, zingari che rubano, immigrati che sbarcano, traffico di organi, trani che deragliano, aerei che cadono, navi che affondano, incendi dolosi, la malattia dei polli, il virus delle quaglie, la mucca avvelenata, la grande famiglia dei retrovirus: uno spettacolo, il più grande spettacolo del mondo.
E alla fine un certo numero di signori in giacca e cravatta, come me, che vi sorridono e vi dicono: " E' tutto sotto controllo. Ci pensiamo noi, fidatevi".
All' ultimo convegno mondiale dei Ministri della Paura, i miei colleghi si sono congratulati. Ho fatto una relazione sulle armi di distruzione di massa inventate da me. Due formidabili idee: lo snowboard e l' acquascooter.
Una civiltà che ha inventato lo snowboard e l' acquascooter è destinata ad estingursi, basta aspettare.
La traiettoria di uno snowboard è imprevedibile. E' a metà tra una slavina e un aereo in avaria che precipita in avvitamento. Un singolo snowboard riesce a occupare un' intera pista da sci in tutta la sua larghezza, da abete ad abete, cozzando alternativamente contro gli altri sciatori che cercano inutilmente di fermarlo. Gli snowboarder indossano solo vestiti firmati. Ma nessuno se ne accorge, perchè quando passi a centoventi, centotrenta all' ora puoi essere anche in sottoveste, o con una tuta da palombaro, e nessuno nota la differenza. Sono solo i soccorritori che possono apprezzare l' abbigliamento dello snowboarder . E’ Cosi: pantaloni di cellophane con il cavallo all’ altezza delle ginocchia, molto simili ai sacchi condominiali per la raccolta differenziata. Servono a contenere gli intestini dopo la decima cunetta presa a tutta velocità. Poi una felpa nera, da beccamorto, con una scritta fosforescente che nessuno potrà mai leggere perché le lettere rimangono stampate contro gli abeti.
Sotto sono completamente nudi, anche a venti sotto zero, perché è più maschio. Lo scroto congelato degli snowboarder è una nuova patologia della scienza medica. Viene asportato con un cucchiaino e sostituito con una placca commemorativa. Poi dipende, se sei ricco è in oro, se sei povero di peltro.
Dell’ acquascooter che possiamo dire? Mi fa paura solo a parlarne. Una cosa si può dire: è il primo mezzo al mondo in grado di capottare anche quando è in garage. quando è in acqua, gira in tondo per mezz’ ora a velocità folle, una scorreggia infinita, fino a che il guidatore, con il cervello centrifugato, tenta di salvarsi dirigendo verso la spiaggia e centrando il chiosco dei gelati e dei popcorn. Tra i bagnanti terrorizzati, emergono triglie e cefali fatti a pezzi dall’ elica: l’ acquascooter trasforma il mare in una gigantesca zuppa di pesce: Solo che invece di puzzare d’ aglio, puzza di stronzo.
Ed ecco che la parola” stronzo “, come per magia, ci riporta a me!
Se non ci fossi io, le guerre scoppierebbero inutilmente, le epidemie non avrebbero senso, le bombe esploderebbero senza nessun vantaggio sociale. Io trasformo la paura in ordine. E l’ ordine è il cardine di ogni società rispettabile.
No, non sono un improvvisatore. Ho imparato a conoscere la paura fin da piccolo. Mostri lupi cattivi e orchi già a cinque anni non mi bastavano più. Avevo bisogno di dosi più forti. Mi sono dedicato alla paura delle donne. Quella funziona sempre. Poi, maturando, alla paura degli arabi. Mi avevano detto: “Guarda che sono veramente pericolosi, credono solo nel loro Dio e nel loro commercio”. Be’, ho pensato io, come i Veneti. Allora tanto valeva pensarci prima e avere paura dei Veneti, che ce li avevamo a portata di mano.
E’ grazie a questa sensibilità che ho fatto carriera e sono arrivato ai tre famosi bottoni.
Bottone giallo, poca paura.
Solo la normale ansia quotidiana. Una giornata come tutte le altre. La morte è solo sui giornali, lontana, una chiazza di sangue anonimo in mezzo al deserto, a migliaia di chilometri. Voi uscite di casa, lavorate, mangiate, digerite e dormite. Il cane è tranquillo. Gioca con voi. Al massimo ringhia agli altri cani. Vostra figlia va in motorino. Gli immigrati le guardano il culo. Ma non la inseguono. La sera andate a Teatro, superando la vostra piccola fobia della folla, ma lo spettacolo vi piace, vi divertite.
Il giorno dopo, bottone arancione. Abbastanza paura. Vi svegliate con il cerchio alla testa. Il cane abbaia, è nervoso. Non vi riconosce e vi abbaia ostile mentre vi lavate i denti. Al lavoro litigate con il vostro collega e vi fate un po’ di mobbing reciproco. Uscendo dall’ ufficio trovate una multa per divieto di sosta, la strappate furibondi, dopo pochi metri trovate un bel posto di blocco, con le mitragliette ben in vista, e per un attimo credete che vogliano arrestare proprio voi perché avete stracciato la multa, e loro lo sanno. Avete un piccolo malore, e quando state per riprendervi vedete vostra figlia che cade dal motorino, non si fa niente ma gli immigrati continuano a guardarle il culo: ha uno strappo sui jeans. Si vede il tatuaggio tribale sulla chiappa. Un immigrato della Costa d’ Avorio riconosce il tatuaggio e le chiede di sposarla. La sera andate a Teatro, lo spettacolo vi piace ma non riuscite a divertirvi, vi assalgono strani pensieri: “ All’ entrata non c’è stato nessun tipo di controllo, la signora accanto a me forse ha una bomba nel cappellino, potrebbe farsi esplodere”. Ma tutto questo non è niente.
Perché se schiaccio il bottone rosso, purissima, quello per le giornate speciali, paura al massimo, panico, terrore. La radiosveglia annuncia un nuovo comunicato di Bil Laden, dove dichiara che Giovanna d’ Arco è morta per un caso di autocombustione e che vuole radere al suolo Roma mentre vostra figlia è appena partita per la gita scolastica,naturalmente a Roma! Per una volta non va in motorino, ma avete appena sognato che, in mancanza di motorino, cade dal finestrino del pullman. Il cane vi ha morsicato le balle nel sonno senza motivo. Al posto di blocco non vi fermano, sparano direttamente, un appuntato ha perso il controllo della sua mitraglietta nuovo tipo, i suoi colleghi devono abbatterlo. Un nomade, fingendo di lavarvi il parabrezza, vi ruba la macchina. Tornate a casa a piedi, c’è lo sciopero dei mezzi pubblici, i marciapiedi sono intasati di mendicanti, drogati, prostitute, avete una paura terribili, vi sembra che il mondo sia un groviglio di violenza e di pericoli. Per distrarvi – ah ah! distrarvi che tenerezza- la sera andate a Teatro, a piedi, feriti ma ci andate: Vi insospettisce la sala totalmente deserta…..è lì, il vostro peggiore pensiero diventa incubo: c’è un musical di Amedeo Minghi, con Amedeo Minghi che fa tutte le parti. E voi unico spettatore.
Ed è allora, in quei giorni del bottone rosso, quando avete veramente paura, che avete veramente bisogno di me. E siete contenti quando appaio al telegiornale, entro nelle vostre case, sorridente, autorevole, in giacca e cravatta, e vi dico: “ Ci sono io che vi proteggo, non preoccupatevi”.
Perché io le paure le modello, le elaboro , le impasto, e poi ve le trasmetto. E sento in anticipo le paure che voi sentirete tra poco. Li sentite? Li sentite anche voi?..... Io li sento benissimo. Sentite? Strisciano sotto le case. Nei tubi. Nelle intercapedini. Negli interstizi. Stanno arrivando. Fanno una specie di ronzio sordo….tipo vrrr…vrrr…. No, non proprio vrrr…. piuttosto un greeeee…..greeee…. Ma forse non è neanche greeee. E’ una specie di wooooomb….Oppure di gnaaaa….o meglio, è un vero e proprio prrrrr….No, mi sto sbagliando. E’ un raaaa… E’ un blibliblibli…..o forse un lululululu……
Li sentite? sono i tubolartensioparallomobili, e stanno per sopraffarci. Orribili minuscole creature viscide. Però anche pelose. Microscopiche, però dall’ aspetto gigantesco. Oblunghe. Ma nche tozze. Nere, ma a volte trasparenti. non sono virus, non sono vibrioni, non sono animali, non sono piante, non sono funghi, non sono alghe. non sono malattie, non sono sensi di colpa, non sono migranti, non sono Giapponesi. Nessuno sa che cosa siano, nessuno sa da dove vengono. Ma io risento, e siccome li sento, ve li mando…… Loro sono i tubolartensioparallomobili. E fanno vrrrrr, fanno greeee,fanno woooomb,fanno gnaaaaa, fanno mmmmmm. I nostri esperti li stanno studiando. Ti prendono nel sonno, entrano da una narice, e se ti tappi il naso entrano dalle orecchie, e se ti tappi le orecchie entrano dagli occhi, e se chiudi gli occhi entrano dal didietro.
Volete l’ antidoto? L’ antidoto ce l’ ho solo io.
Perché sono il Ministro della Paura!"
